Meglio esser sordo a Novara o a Pisa?
Marcella Nalli
INTEGRAZIONE SOCIO-DIDATTICA PER SORDI E CIECHI,
Le province al fianco degli alunni
Franco Angeli ,2010
Ogni regione, ogni provincia, in alcuni casi ogni comune propone ed eroga servizi di supporto diversi, agli studenti sordi.
Sembrerebbe che nascere sordo in una provincia piuttosto che un’altra non sia affatto irrilevante, secondo la ricerca condotta dalla dott Marcella Nalli (Osservatorio Provinciale disabilità sensoriali di Verona).
In favore degli studenti sordi esistono, oltre alle competenze sanitarie, anche competenze sociali ed educative.
Non si tratta di cosa da poco, infatti le disabilità sensoriali possono essere subdole, in quanto investono la sfera cognitiva della persona, pur senza una compromissione diretta.
Si tratta di competenze che risultano centrali per le persone sorde, come e forse anche più della sola riabilitazione logopedica, che, se avulsa dal contesto di vita del bambino non può essere generalizzata e rischia infine di risultare inutile.
A quale ente territoriale fanno capo tali competenze? A questa domanda si propone di rispondere l’autrice della ricerca, mettendo subito in evidenza una peculiarità tutta italiana: la frammentazione e la confusione delle competenze tra vari enti pubblici, con norme, leggi e regolamenti contraddittori e incoerenti.
L'indagine esamina, dopo una parte generale sulle Leggi dello Stato e le competenze delle Regioni, la situazione nella provincia di Verona e nel Veneto: ciò che emerge è, anche all’interno di una stessa regione, la mancanza di omogeneità della gestione del servizio nelle diverse province e la mancanza di standard per i profili formativi e le competenze degli operatori impiegati.
Seguono indagini su altre realtà tra cui Genova, Como e Palermo: anche in questo caso l’elemento più evidente è che non si tratta solo di modalità gestionali (appalti, gare, accreditamenti, convenzioni, contributi economici, ecc.); e nemmeno di denominazioni (lettore, ripetitore, educatore, mediatore, assistente alla comunicazione, ecc.): troppo spesso quello che cambia è la sostanza del servizio offerto.
Tutto ciò conduce a rimarcare l’assoluta opportunità che sia lo Stato, nei suoi apparati centrali e periferici, a definire con maggiore chiarezza ruoli professionali, competenze e modalità per la formazione degli operatori e per i percorsi di sostegno a persone con una situazione di svantaggio che si può quasi interamente ridurre.
Marcella Nalli si chiede quindi: a chi compete supportare gli studenti sordi, oltre che agli insegnanti di classe e di sostegno?
(e.d.)
* Marcella Nalli è pedagogista, audiometrista e ottico cultore di Pedagogia Speciale presso l'Università di Verona e ha lavorato per anni all'USSL 20 di Verona-Unità Operativa di audiologia e rieducazione fonetica. E’ oggi responsabile dell'Osservatorio provinciale disabilità sensoriali di Verona.




